Displasia epatocitaria

 

I dati prodotti sull'identificazione e la sorveglianza della displasia epatocitaria, alterazione citologica ed architetturale del fegato ormai da considerarsi, in particolare sulla base dei dati prodotti da Borzio e coll (1), come un utile indicatore di aumento di rischio neoplastico sono molto interessanti. La diagnosi di displasia epatocitaria è tuttavia assai soggettiva, poco diffusa tra i patologi, la sua rilevanza dipende anche dal fatto se la biopsia del fegato sia stata eseguita su lesione nodulare, e cioè su di un chiaro bersaglio ecografico, o meno e non è ancora del tutto chiaro se sia più rilevante la presenza di displasia a piccole o a grandi cellule (2-4).
Considerazioni simili possono essere fatte anche per il riscontro della presenza di noduli macrorigenerativi nel contesto di una cirrosi epatica. Se si è ormai tutti d'accordo che il riscontro ecografico di un nodulo in cirrosi, anche in assenza di conferma istologica di malignità indica un elevato rischio di trasformazione neoplastica incipiente o già avvenuta, non esiste accordo sostanziale sulla definizione dei noduli, sull'associazione con displasia o sulle indicazioni diagnostiche e terapeutiche sono ancora dubbie (5-10).
Un diverso approccio, non strettamente morfologico può essere costituito dal tentativo di identificazione di marcatori biologici di rischio.
Altre metodiche sono state infatti proposte nel tentativo di identificare indici "biologici", quali ad esempio la citoproliferazione, e cioè l'indice di moltiplicazione degli epatociti, e la ploidia e cioè il contenuto di DNA della cellula, che è diploide in condizioni normali e aneuploide in condizioni patologiche. Dati interessanti sono stati recentemente pubblicati a riguardo (11). In effetti le due metodiche avrebbero consentito di identificare pazienti con cirrosi ad elevato indice di citoproliferazione ed elevato rischio di trasformazione neoplastica e avrebbero dimostrato come gli epatociti del tessuto cirrotico adiacente ad HCC presentano frequentemente aneuploidia, associata a displasia ed aumentata citoproliferazione. Dal nostro punto di vista, abbiamo documentato un aumentato indice di citoproliferazione in pazienti con epatopatia cronica da virus C, che aumenta ulteriormente alla comparsa di cirrosi e che potrebbe rendere conto, almeno in parte dell'aumentato rischio di HCC di questi pazienti, nei quali un meccanismo diretto di cancerogenesi quale quello caratteristico dell'HBV, sia pure suggerito da recenti evidenze in letteratura, non è sicuramente chiaramente accertato. Tra le altre cose, sempre nella nostra esperienza, questo aumento della citoproliferazione non è associato ad un consensuale aumento dell'apoptosi, meccanismo di morte cellulare programmata, che controbilancia in condizioni fisiologiche la citoproliferazione, inducendo pertanto uno squilibrio tra i due.

  1. Borzio M, Bruno S, Roncalli M, Colloredo Mels G, Ramella G, Borzio F, Leandro G, Servida E, Podda M. Liver cell dysplasia is a major risk factor for hepatocellular carcinoma in cirrhosis: a prospective study. Gastroenterology 1995; 108:812-7.

  2. Lee RG, Tsamandas AC, Demetris AJ. Large cell change (liver cell dysplasia) and hepatocellular carcinoma in cirrhosis: matched case- control study, pathological analysis, and pathogenetic hypothesis. Hepatology 1997; 26(6):1415-22.

  3. Su Q, Benner A, Hofmann WJ, Otto G, Pichlmayr R, Bannasch P. Human hepatic preneoplasia: phenotypes and proliferation kinetics of foci and nodules of altered hepatocytes and their relationship to liver cell dysplasia. Virchows Arch 1997;431(6):391-406.

  4. Le Bail B, Bernard PH, Carles J, Balabaud C, Bioulac-Sage P. Prevalence of liver cell dysplasia and association with HCC in a series of 100 cirrhotic liver explants. J Hepatol 1997; 27(5):835-42.

  5. Terasaki S, Kaneko S, Nonomura A, Nakanuma Y. Histological features predicting malignant transformation of nonmalignant hepatocellular nodules: a prospective study. Gastroenterology 1998;115(5):1216-22.

  6. Hytiroglou P, Theise ND, Schwartz M, Mor E, Miller C, Thung SN. Macroregenerative nodules in a series of adult cirrhotic liver explants: issues of classification and nomenclature. Hepatology 1995;21(3):703-8.

  7. Borzio M, Borzio F, Croce A, Sala M, Salmi A, Leandro G, Bruno S, Roncalli M. Ultrasonography-detected macroregenrative nodules in cirrhosis: a prospective study. Gastroenterology 1997; 112(5):1617-23.

  8. Mion F, Grozel L, Boillot O, Paliard P, Berger F. Adult cirrhotic liver explants: precancerous lesions and undetected small hepatocellular carcinomas. Gastroenterology 1996; 111(6):1587-92.

  9. Theise ND, Marcelin K, Goldfischer M, Hytiroglou P, Ferrel L, Thung SN. Low proliferative activity in macroregenerative nodules: evidence for an alternate hypothesis concerning human hepatocarcinogenesis. Liver 1996;16(2):134-9.

  10. Roncalli M, Roz E, Coggi G, Di Rocco MG, Bossi P, Minola E, Gambacorta M, Borzio M. The vascular profile of regenerative and dysplastic nodules of the cirrhotic liver: implications for diagnosis and classification. Hepatology 1999;30(5):1174-8.

  11. Borzio M, Trere D, Borzio F, Ferrari AR, Bruno S, Roncalli M, Colloredo G, Leandro G, Oliveri F, Derenzini M. Hepatocyte proliferation rate is a powerful parameter for predicting hepatocellular carcinoma development in liver cirrhosis. Mol Pathol 1998; 51(2):96-101.

 

 

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